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Studio Schiattarella Architetti
MANCOSU EDITORE
Studio Schiattarella Architetti
Muntoni A., De Sessa C., Prestinenza Puglisi A.
2008
pagine 128, formato 12x17 cm
€ 10,00 in offerta a € 8,50
ISBN
9788887017601
Quantità
  

MANCOSU EDITORE Studio Schiattarella Architetti

La nostra è un’amicizia di generazione. Ci separano pochissimi anni, non ci siamo però conosciuti da studenti, bensì qualche tempo dopo, ai corsi che teneva alla Facoltà di Architettura Bruno Zevi, del quale ero allora assistente. Erano glianni Settanta e Zevi svolgeva, per la prima volta nella nostra Facoltà, un corso di Storia dell’architettura contemporanea. Si trattava, però, di un corso del tutto anomalo. Solo nel 1970 Zevi lo aveva condotto come un vero e proprio corso istituzionale – stava al terzo anno ed era un corso facoltativo –, poi la contestazione studentesca lo aveva costretto a escogitare una formula del tutto originale.

In quegli anni gli studenti rifiutavano drasticamente ogni insegnamento che potesse apparire accademico e Zevi aveva messo a disposizione il suo come un invaso perla discussione, al limite dell’happening. Le sue lezioni erano aperte a chiunque vi volesse intervenire, a chiunque volesse mostrare i propri lavori, ipropri libri, i propri progetti, le proprie idee. Studenti, professori,architetti, scienziati provenienti un po’ da tutto il mondo, ponevano questioni, provocavano discussioni animate e inconsuete. Tutti avevano lo stesso ruolo, tutti venivano ascoltati con attenzione e partecipazione. Poi Zevi, magistralmente, concludeva. Ma l’ospite aveva sempre il diritto all’ultima parola.

In quel clima effervescente, Amedeo era spesso presente e interveniva con i suoi amici Franco Pedacchia e Vittorio De Donno, entrando in sintonia e affilando la sua preparazione col metodo spiazzante di Zevi. Quella che Zevi insegnava, infatti,non era una storia lineare, bensì una storia fatta di brusche interruzioni,basata non sulla continuità ma sulla discontinuità. Non aveva ancora elaboratoil concetto di Controstoria, ma già lo praticava criticamente dal vivo su esempi concreti – quelli che gli ospiti di volta in volta presentavano –,individuando quegli strappi nel tempo laddove si prefigurano eventi destinati acostruire svolte decisive, eventi nei quali i conflitti sociali e l’impegno civile diventavano il punto di riferimento del progetto architettonico. Con Amedeo ho in comune, quindi, un’esperienza di formazione del tutto fuori daiconsueti percorsi accademici. E anche una comunanza di impegno politico ma anche in questo caso vi eravamo approdatiseguendo percorsi diversi. (Alessandra Muntoni)

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